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Il lago di Garda era frequentato dall’uomo fin dalla preistoria e da tante stirpi diverse.

La documentazione della fine del 1500 riporta testi riguardanti “le buone olive del Garda, quelle buone che si confettano in salamoia verdi o mature e...

  Le origini del Carnevale di Verona si perdono nella notte dei tempi e sicuramente coinvolge in maniera appassionata e viva tutta la popolazione veronese.

Anche negli antichi scritti classici si racconta che prima di procedere alla spremitura delle olive e durante le fasi della lavorazione era fondamentale assicurarsi che...

Cavaion è borgo antico, antico per storia e cultura. Con il prestesto del Memorial Turri di sabato scorso, ne siamo andati alla riscoperta. Forse anche a noi, che viviamo qui, sfuggono dettagli e informazioni di grande valore e alcune ci piacerebbe condividerle.
Sembra che l’olivo ci arrivi da un terra compresa tra il Caucaso, l’altopiano iranico, le coste della Siria e della Palestina. Da qui sembra che sia avvenuta la sua penetrazione in Asia Minore, Africa e Grecia. Scrive Maria Vittoria Divincenzo, autrice di numerose opere di botanica: “E’ una pianta meravigliosa, longeva e dignitosa, di una bellezza semplice, data soprattutto dalla sua chioma ariosa, persistente, verde argentea, e da un tronco che, per quanto contorto e annodato possa presentarsi, è quasi il simbolo della vitalità e della capacità rigenerativa, giacché non lo si ritrova uguale in nessuna altra specie arborea da frutto.” Parole che ci portano ad una simbologia senza confini.
  L’attività svolta dall’antica corporazione dei formaggieri, detti anche, a Verona, casolini e nel medioevo carnaroli o lardaroli, corrisponde a quella degli attuali salumieri o pizzicagnoli; nelle loro botteghe – presenti in tutte le contrade cittadine e specialmente nelle piazze – il cliente trovava burro, formaggio nostrano, bresciano e lodigiano, carne di maiale, salami, pesce sotto sale e sott’olio, baccalà, candele, sapone, riso, cera e diverse qualità di olio.