Un po’ di storia: l’arte dei formaggieri e le vendita dell’olio nella città di Verona

 

L’attività svolta dall’antica corporazione dei formaggieri, detti anche, a Verona, casolini e nel medioevo carnaroli o lardaroli, corrisponde a quella degli attuali salumieri o pizzicagnoli; nelle loro botteghe – presenti in tutte le contrade cittadine e specialmente nelle piazze – il cliente trovava burro, formaggio nostrano, bresciano e lodigiano, carne di maiale, salami, pesce sotto sale e sott’olio, baccalà, candele, sapone, riso, cera e diverse qualità di olio. Ma sin dal ‘400 un certo numero di questi commercianti si era specializzato nel commercio dell’olio di oliva. Il formaggiere, oltre all’olio del lago di Garda poteva tenere in negozio anche oli di altra provenienza, che giungevano dai mercati veneziani. Pensate che per poter ottenere la licenza si doveva sostenere una sorta di esame davanti ad una commissione di esperti ed anziani del mestiere, e si doveva quindi rispondere ad una serie di domande oltre che superare la difficile prova pratica: al candidato si richiedeva di distinguere le varie qualità di olio attraverso una sorta di esame organolettico basato sul colore e sull’odore. Ora la garanzia è data dal produttore e dall’etichetta.

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