Spunti di riflessione da Olio Officina Festival

Aprire la giornata con una frase del Leopardi recitata abilmente dall’antropologa e scrittrice Daniela Marcheschi si è rivelato un ottimo nutrimento della mente, nel pieno dello spirito di Olio Officina Festival. Da giovedì 21 a sabato 23 gennaio, si è svolta la quinta edizione di Olio Officina Festival – Condimenti per il palato & per la mente, nella splendida sede del Palazzo delle Stelline a Milano. Il progetto, ideato e diretto da Luigi Caricato, scrittore e giornalista oleologo, punta a soddisfare la necessità di aprire a nuovi percorsi esplorativi, attraverso l’adozione di linguaggi e stili inediti e inusuali. Il tema della quinta edizione di Olio Officina Festival 2016 è stato AVANGUARDIA, l’olio del futuro. Avanguardia, così come veniva intesa dai movimenti artistici e letterari del Novecento, capaci di esprimere nelle loro opere audacia, apportando così innovazione, e individuando e creando sempre nuove tendenze, giocando in ogni caso anticipo sulle tendenze di gusto e sulle conoscenze. L’idea è anche quella di riformulare l’abituale approccio con i grassi in cucina. Due interventi interessanti, due spunti da raccogliere e conservare, sono stati l’intervento di Alfonso Pascale per definire quello che è il gusto. “Oggi il gusto viene spesso concepito come qualcosa che guarda al passato. Si può parlare, per certi versi, di un gusto nostalgico. Eppure tutto è in movimento. Come possiamo allora ripensare il gusto nello scorrere dei secoli? Dovremmo rivedere tre concetti: il rischio, la tradizione e l’identità. E adeguare l’idea di gusto, un gusto riflessivo, consapevole e rivolto con ragionevoli speranze al futuro. Un gusto che guarda al futuro con nuovi occhi è la grande sfida.”E poi, tante finestre si sono aperte su più orizzonti. Dall’approfondimento degli oli della Sicilia, a quelli derivanti dalle olivicolture estreme nel Nord Italia, senza venir meno alle peculiarità delle cinque sottozone della Dop Umbria, con esperienze inusuali, che hanno unito i sensi che entrano nel vivo dell’assaggio degli oli, con l’orecchio impegnato ad ascoltare la musica. Insomma, modi per sperimentare nuovi approci, inediti, che hanno guadagnato sin da subito il pieno consenso e la curiosità del pubblico intervenuto.

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