Olio filtrato o non filtrato ?

 

Dalla spremitura delle olive si ottiene l’olio non filtrato al cui interno, in sospensione, sono presenti minuscole particelle di oliva (polpa e nocciolo) che conferiscono all’olio appena franto il classico aspetto torbido. Se l’olio non viene filtrato queste particelle, nel tempo, tenderanno lentamente a depositarsi sul fondo del contenitore in cui esso è conservato.

Perché allora si filtra l’olio? Perché la presenza di queste particelle produce l’indesiderato effetto di ridurre il tempo di conservazione dell’olio.

Per far sì che si conservi più a lungo si preferisce filtrare l’olio extravergine di oliva per eliminare nella quasi totalità le particelle di oliva in sospensione.
Si ottiene così un olio che risulterà decisamente più brillante (il classico olio che siamo abituati ad acquistare) con un più costante livello di conservazione.

Meglio quindi acquistare l’olio prevedendo di doverlo ricomprare alla successiva campagna olearia perché, come recita un vecchio proverbio “olio nuovo vino vecchio”, l’olio è più saporito quando è giovane a differenza del vino che invecchiando diventa migliore. Con il passare dei mesi il sapore inizia ad essere più dolce, le qualità nutritive permangono ma il profumo di fruttato perde la sua intensità: ciò significa che nel giro di alcuni mesi la struttura dell’olio si modificherà. In realtà passati i 18 mesi l’olio è ancora commestibile, non dimentichiamo che è un conservante naturale, ma perde profumo, sapore e colore.

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