L’olio per Veronelli

 

Molto spesso è il paragone con il vino che intimorisce l’olio. Un paragone che in questi anni di celebrità e successo per il vino, ha reso ancora più difficile valorizzare l’olio sulla tavola dei ristoranti di tutto il mondo, anche in Italia. Se il vino accompagna abilmente un piatto, raccontando un territorio, emozionando, facendosi ambasciatore di storia e tradizione, l’olio non può essere da meno. Definirlo semplice condimento porta a sminuirlo. L’olio è un alimento, oltre a questo contribuisce preziosamente a definire un piatto, fa’ emergere sapori e dona benessere. Come per il vino, il suo luogo d’origine è importante, ma lo sono anche la cura nella trasformazione e la conservazione. Non c’è solo l’olio, ma gli oli, espressioni di territorio e di rispetto per un’identità agricola. Scriveva il grande giornalista Luigi Veronelli “Mi diceva ant’nni fa quell’oste gardesano (ant’anni fa, non ne ricordo il nome e il luogo) ‘il pesce deve nuotare tre volte: nell’acqua, nell’olio e nel vino’. Aveva ragione: quel suo olio del Garda – così come il pesce ed il vino – avevano lucidità e freschezza.”

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