L’interpretazione italiana della shakshuka

La parola deriva dall’arabo e significa “mescolato” e ben si presa alle interpretazioni. La shakshuka però è un piatto molto saporito tipico della cucina israeliana. La sua ricetta ha origini in realtà in Algeria e Tunisia e poi fu portata in Israele da alcuni ebrei immigrati durante l’Impero Ottomano. Questa è un’interpretazione italiana di un piatto che di base è vegetariano, ma può avere delle gustose variazioni, aggiungendo della salsiccia o della pancetta.

Ingredienti

1 dl di olio evo Garda DOP

Polpa di pomodoro

4 cucchiai colmi di aglio affettato

5 pomodori ramati grandi

1 cucchiaio di paprika dolce

1 cucchiaio di paprika piccante

12 uova

Sale

Basilico

Mettere a scaldare a fiamma vivace un’ampia padella, aggiungere l’olio e quando è ben caldo, unire la polpa di pomodoro e l’aglio. Far soffriggere vivacemente. Sempre a fiamma alta, aggiungere i pomodori tagliati a pezzi, una presa di sale e lasciare cuocere fino a ottenere un sorta di salsa. A questo punto aggiungere abbondante paprika dolce e piccante, mescolare e lasciare insaporire per un paio di minuti. In una ciotola aprire le uova, perché la shakshuka è un piatto proprio a base di uova, e farle scivolare dolcemente nella salsa. Appena si formano delle bolle bianche, con il manico di un cucchiaio cominciare a muovere, con abile delicatezza, l’albume intorno al tuorlo facendo attenzione a non romperlo: Così facendo si otterrà una perfetta cottura dell’uovo, con il tuorlo caldo ma ancora liquido. Aggiungere del profumato basilico e servire accompagnata da moltissimo pane che servirà da cucchiaio.

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