La figura del castaldo.

4

La figura del castaldo.

La storia della nostra famiglia affonda le radici in un mestiere antico: il castaldo. La nostra società ha una storia rurale molto lunga alle spalle. Pensate che nel 1951, anno delle fondazione del Frantoio Turri, oltre il 50% della popolazione italiana lavorava nelle campagne. Oggi sono rimasti in pochi, ma prima degli anni Sessanta le aziende agricole erano dei microcosmi produttivi in cui tutti i membri della famiglia erano coinvolti. Tante braccia e tante mani lavoravano assieme la terra e i suoi prodotti e serviva un direttore di questa orchestra corale di braccianti. Mario Turri e il figlio Giancarlo sono stati entrambi castaldi.

Il nome “castaldo” o “gastaldo” è di origine longobarda e identificava l’amministratore dei beni della corona regia nei vari ducati, o chi governava le proprietà delle chiese, dei monasteri o degli aristocratici. Da allora questo nome ha assunto significati diversi, passando per le città e infine tornando nelle campagne, per arrivare a identificare il gestore dell’azienda agraria. Non si occupava solo di amministrare il lavoro, ma di coordinare i contadini, di mantenere le relazioni tra i proprietari e i braccianti, e doveva conoscere il lavoro manuale ma non solo. Era una figura centrale nell’ecosistema della villa veneta, un punto di contatto tra il padrone e i contadini. La sua formazione era più vicina a quella dei braccianti, ma il suo compito era anche quello di salvaguardare gli interessi del signore. Era un punto di riferimento per entrambe le parti. 

Mario Turri fu per trent’anni il castaldo di una villa a pochi chilometri da Verona e tra tutti i lavori legati alla terra che si svolgevano, quelli della produzione olivicola lo appassionavano più di tutti. Era preciso e curioso, sperimentava nuovi metodi e osservava di persona il lavoro per capirne la resa. Questa passione la trasmise al figlio Giancarlo, che prese le sue conoscenze e decise di aprire il Frantoio Fratelli Turri, proprio quando negli anni Cinquanta si rese conto che la società rurale era vicina al tramonto.

La figura del castaldo è andata via via sparendo dalla realtà contadina, tramutandosi in figure diverse come quelle di Giancarlo Turri o del fattore. È entrato però a far parte della cultura popolare. Se chiedete a un bambino veronese chi è il castaldo, vi risponderà sicuramente che è il compagno di Santa Lucia. Quello che ogni 13 dicembre, durante la notte, l’accompagna con il suo asinello a consegnare i doni a tutti i bambini. 

Sapevate che la figura del castaldo e la tradizione dell’olio sul Lago di Garda sono raccontate in un libro chiamato “Il castaldo e gli ulivi. Tra passato e presente”? È stato pensato e pubblicato da Turri per condividere un pezzo della storia della nostra famiglia, che si tramanda la passione per l’olio e la terra da circa un secolo. È possibile acquistarlo sul nostro shop online