Il naso del marketing

Tra gli appuntamenti più interessanti di Olio Officina Festival 2019 segnaliamo quello che vede la presenza di Rosalia Cavalieri, docente di semiotica all’Università di Messina, con un intervento che sarà sicuramente stimolante e ricco di preziosi spunti di riflessione, incentrato sulla comunicazione olfattiva nei processi d’acquisto. Per chi si occupa di comunicazione e vendita sarà importante capire come le esigenze dei consumatori siano cambiate e come lo schema cognitivo bisogno-acquisto-beneficio a cui si ispirava il marketing tradizionale abbia ceduto il posto a nuove strategie mirate a procurare al potenziale cliente un’esperienza emozionale, facendo leva sulla stimolazione sensoriale. Ricordiamoci che siamo i soli animali capaci di comporre gli odori per creare un profumo, di apprezzarne le qualità estetiche e di descrivere a parole gli aromi di un vino o di una pietanza. Eppure, distratti da una mentalità visivo-acustica, abbiamo relegato l’olfatto tra i sensi ‘minori’. Il naso del marketing ci svela come e quanto gli odori influenzino i nostri comportamenti e come, per noi umani, l’atto dell’annusare implichi un vero e proprio processo di conoscenza. Nel panorama del marketing sensoriale o polisensuale, la tendenza strategica orientata a catturare il consumatore “prendendolo per il naso” si è rivelata tra le più efficaci e innovative. Così, sfruttando lo straordinario potere degli odori di imprimersi nella memoria in modo indelebile e di suscitare emozioni immediate con la velocità di una scarica elettrica, sempre più aziende si affidano al marketing olfattivo per influenzare i comportamenti d’acquisto dei consumatori. Comunicare con la clientela attraverso un linguaggio diretto e immediato come quello odoroso non risparmia più alcun tipo di merce e di luogo di vendita, investendo gli ambiti più disparati.

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